Concordato preventivo: non sono ammessi errori

Paolo Iaccarino
di Paolo Iaccarino

Il Decreto Legislativo che riforma la materia dell’accertamento tributario ha previsto il
concordato preventivo biennale, uno strumento particolarmente insidioso. Infatti, l’articolo
22 del D.Lgs. prevede molteplici cause di decadenza in relazione alle quali il concordato
preventivo cessa di produrre effetto, immediatamente e per entrambi i periodi d’imposta.
In particolare, una delle cause di decadenza è l’accertamento, nei periodi di imposta oggetto
del concordato o in quello precedente, dell’esistenza di attività non dichiarate o l’inesistenza o
l’indeducibilità di passività dichiarate, per un importo superiore al 30 per cento dei ricavi
dichiarati. Tuttavia, l’azione di controllo non sarà sempre esperibile. Infatti, in base a quanto
previsto dall’articolo 34 per i periodi di imposta oggetto del concordato, gli accertamenti non
possono essere effettuati salvo che in esito all’attività istruttoria dell’Amministrazione
finanziaria ricorrano le cause di decadenza di cui agli articoli 22 e 33.
Con l’adesione al concordato preventivo, i controlli vi saranno in ogni caso, ma assumeranno
rilevanza per il contribuente nella sola ipotesi in cui, all’esito delle attività ispettive, siano
accertate differenze superiore al 30 per cento dei ricavi dichiarati ovvero una delle altre
violazioni tributarie rilevanti ai sensi del citato articolo 22. Se all’esito dell’attività di controllo
la differenza rilevata risulti inferiore alla soglia del 30 per cento dei ricavi, l’accertamento sarà
efficace, ma non determinerà effetti ai fini del concordato preventivo.
Le cause di decadenza non finiscono qui. Infatti, il concordato cessa di produrre effetto se il
contribuente omette di presentare una dichiarazione fiscale, se accumula debiti per tributi
erariali e previdenziali d’importo complessivamente pari o superiori a 5.000 euro, o se viene
condannato per uno dei reati di cui al Decreto Legislativo n. 74 del 10 marzo 2000, all’articolo
2621 del codice civile e agli articoli 648-bis, 648-ter e 648-ter 1 del codice penale.
Anche in caso di omesso versamento delle somme dovute in ragione dell’accordo raggiunto,
indipendentemente dall’importo, si decade immediatamente dal concordato preventivo, salva
la possibilità del ravvedimento operoso.
Dunque, sarà indispensabile agire per bene e monitorare continuamente la soglia dei debiti
accumulati dal contribuente, come d’altro canto sarà necessario, a decorrere dal 1° luglio
2024, ai fini della compensazione dei crediti di cui all’articolo 17 D.Lgs. n. 241/1997.
Nonostante le soglie di rilevanza siano diverse (5.000 euro per il concordato preventivo,
100.000 euro per il nuovo blocco delle compensazione di cui all’articolo 37, comma 49-
quinquies del Decreto Legge 4 luglio 2006, n. 223), e le regole difformi (solo ai fini del
concordato preventivo la rateazione, sino a decadenza dei relativi benefici, esclude
espressamente i debiti nel computo della causa di decadenza), in entrambi i casi la presenza
di carichi tributari per i quali siano decorsi i termini di pagamento, assume una rilevanza
decisiva. Al loro superamento si perdono immediatamente i rispettivi benefici.
Infine, le insidie si nascondono anche nella vita quotidiana dei contribuenti che decidono di
aderire. Costituisce causa di decadenza la contestazione, in numero pari o superiore a tre,
commesse in giorni diversi, di violazioni consistenti nella mancata o non tempestiva
memorizzazione o trasmissione, ovvero nella memorizzazione o trasmissione con dati
incompleti o non veritieri, nonché nella mancata emissione di ricevute fiscali, scontrini fiscali

o documenti di trasporto. Lo stesso risultato si ottiene in caso di omessa installazione degli
apparecchi per l’emissione dello scontrino fiscale e di loro manomissione o alterazione.
Per i contribuenti che aderiscono al concordato viene introdotta, in caso di violazione
dell’obbligo di emettere la ricevuta fiscale o lo scontrino fiscale. Si ricorda, infatti, che hai
sensi dell’articolo 12, comma 2, del Decreto Legislativo n. 471 del 1997, qualora siano
contestate, nel corso di un quinquennio, quattro (una in più rispetto alla causa di decadenza in
tema di concordato preventivo) distinte violazioni dell’obbligo di emettere la ricevuta fiscale o
lo scontrino fiscale, ovvero degli obblighi di memorizzazione e trasmissione, compiute in
giorni diversi, è disposta la sospensione della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio
dell’attività ovvero dell’esercizio dell’attività medesima per un periodo da tre giorni ad un
mese, con provvedimento di sospensione immediatamente esecutivo.

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