Da rottamazione ter a rottamazione quater, rischi e vantaggi

Giuseppe Avanzato
di Giuseppe Avanzato

Per quanto possibile e foriero di diversi e interessanti benefici per i contribuenti, il passaggio dalla rottamazione ter alla rottamazione quater rimane un’operazione delicata. In particolare, è fondamentale prestare attenzione a quei carichi oggetto di rottamazione ter, per i quali non è possibile però aderire alla definizione agevolata prevista dall’ultima Legge di Bilancio.

Tra i possibili vantaggi dell’abbandono della rottamazione ter in favore della quater, senza dubbio figura la diminuzione degli interessi di iscrizione a ruolo e di aggi previsti dal nuovo istituto e la possibilità di rimodulare il piano dei versamenti, fino ad arrivare a ulteriori 18 rate a scadenza trimestrale.

Di grande rilievo, anche quello legato a un’eventuale decadenza dal beneficio. Infatti, il comma 14 dell’articolo 3 del DL 119/2018, prevedeva che “in caso di mancato ovvero di insufficiente o tardivo versamento dell’unica rata ovvero di una di quelle di cui è stato dilazionato il pagamento delle somme di cui al comma due, la definizione non produce effetti ……… In tal caso, relativamente ai debiti per i quali la definizione non ha prodotto effetti a) i versamenti effettuati sono acquisiti a titolo di acconto dell’importo complessivamente dovuto a seguito dell’affidamento del carico e non determinano l’estinzione del debito residuo, di cui l’agente della riscossione prosegue l’attività di recupero; b) il pagamento non può essere rateizzato e sensi dell’articolo 19 del DPR 29 settembre 1973 n. 602”. Totalmente diverso è, invece, il tenore del comma 244 dell’articolo 1 della legge 197/2022, che prevede che “In caso di mancato ovvero di insufficiente o tardivo versamento, superiore a cinque giorni, dell’unica rata ovvero di una di quelle in cui è stato dilazionato il pagamento delle somme di cui al comma 232, la definizione non produce effetti e riprendono a decorrere i termini di prescrizione e di decadenza per il recupero dei carichi oggetto di dichiarazione. In tal caso, relativamente ai debiti per i quali la definizione non ha prodotto effetti, i versamenti effettuati sono acquisiti a titolo di acconto dell’importo complessivamente dovuto a seguito dell’affidamento del carico e non determinano l’estinzione del debito residuo, di cui l’agente della riscossione prosegue l’attività di recupero”.

Per i decaduti della rottamazione ter, insomma, risultava impossibile richiedere un rateizzo ex articolo 19 del DPR 602/1973, per i carichi oggetto di definizione. Mentre nel caso in cui la decadenza intervenga sulla rottamazione quater, sarà possibile richiedere una nuova rateazione, potendo così evitare l’aggressione da parte dell’agente della riscossione.

La rottamazione ter, però, potrebbe riguardare ruoli per i quali non è possibile accedere alla rottamazione quater.


Un caso eclatante è quello dei ruoli che si riferiscono ai contributi dovuti alla Cassa Dottori Commercialisti, rottamabili con la precedente misura di cui al D.L. 119/2018, ma non ammessi alla rottamazione quater.

Il rischio diventerebbe così quello di non accorgersi della presenza di carichi non rottamabili secondo le nuove previsioni, con la conseguenza di incorrere in un diniego da parte dell’agente della riscossione presentando istanza di rottamazione con riferimento a tali carichi. Nel frattempo, poi, sarebbero dunque stati interrotti i versamenti dovuti in ragione della rottamazione-ter, decadendo dall’agevolazione con tutte le conseguenze che ne conseguono, dalla riemersione integrale delle sanzioni, interessi di mora ed aggi finanche all’impossibilità di richiedere un nuovo rateizzo ordinario con riferimento alle somme residue dovute.
Le casse ed enti previdenziali di diritto privato poi, che hanno deliberato entro il 31 gennaio scorso l’inclusione dei propri carichi nell’ambito applicativo della definizione agevolata risultano essere la Cassa Nazionale di previdenza ed assistenza forense (CNPA FORENSE), l’ Ente nazionale di previdenza ed assistenza a favore dei biologi (ENPAB), Cassa Ragionieri (CNPR), l’ Ente nazionale di previdenza ed assistenza dei veterinari (ENPAV) e l’ Istituto nazionale di previdenza ed assistenza dei giornalisti italiani (INPGI “GIOVANNI AMENDOLA”). È solo con riferimento ai ruoli relativi a contributi dovuti a queste casse, dunque, che il transito dalla rottamazione ter alla quater potrà essere effettuato senza rischi.

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