Le conseguenze della revisione in autotutela per la definizione degli avvisi bonari

Paolo Iaccarino
di Paolo Iaccarino

È esclusa la definizione agevolata delle somme dovute a seguito del controllo automatizzato delle dichiarazioni per gli avvisi bonari notificati entro il 31 dicembre scorso. Come stabilito dall’articolo 1, commi da 153 a 159 della Legge di Bilancio, infatti, con la posticipazione dell’avvio del piano di pagamento al nuovo esercizio a causa della rettifica della comunicazione ricevuta, rispetto a quanto previsto entro la fine dell’esercizio in ragione dell’originaria notifica. A confermarlo è stata poi anche l’Agenzia delle Entrate, con la risposta a interpello 307 di quest’anno.

Nel caso in esame, il contribuente riceveva in data 2 novembre 2022 un avviso bonario a seguito del controllo automatizzato della dichiarazione 770/2018. Per tale comunicazione, affetta da un errore, il contribuente agiva attraverso il canale Civis per ottenere la sua revisione. In data 23 gennaio 2023, a seguito dell’esercizio del potere di autotutela da parte dell’Amministrazione finanziaria, veniva rilasciata la comunicazione definitiva degli esiti. In data 21 febbraio 2023, entro 30 giorni dalla nuova notifica, il contribuente avviava, nei termini di legge, il piano di pagamento con il versamento della prima rata.

Ai fini della definizione agevolata delle somme dovute a seguito di controllo automatizzato delle dichiarazioni riferite a qualsiasi periodo d’imposta, la normativa presuppone che alla data del 1° gennaio 2023, e cioè alla data di entrata in vigore della Legge di Bilancio 2023, sia regolarmente in corso un pagamento rateale intrapreso antecedentemente al 1° gennaio 2023 e per cui, alla medesima data, non si sia ancora verificata alcuna causa di decadenza.

Per il piano di pagamento avviato oltre il termine del 1° gennaio 2023, dunque, solo a seguito della comunicazione dell’esito definitivo, non sussistono i presupposti per l’applicazione della definizione agevolata. Il contribuente, infatti, a seguito del differimento dei termini di pagamento conseguente alla procedura di correzione della comunicazione, non aveva in corso, al 1° gennaio 2023, alcun piano rateale di pagamento.

In linea con le indicazioni della Circolare n. 1/E del 2023 quindi vengono applicati i principi già espressi dall’Amministrazione finanziaria con la risoluzione 72 del 2021 in merito alla lavorazione delle istanze di riesame in autotutela delle comunicazioni di irregolarità trattate tramite il canale di assistenza telematica CIVIS. In particolare, nel caso in cui l’istanza di revisione sia presentata entro il termine di trenta giorni dalla notifica della comunicazione, l’Ufficio procede all’aggiornamento della comunicazione errata, facendo così decorrere il termine di pagamento nuovamente dalla messa a disposizione della comunicazione definitiva degli esiti, con la rideterminazione in sede di autotutela delle somme dovute. Se invece l’stanza di revisione perviene successivamente ai termini ordinari di pagamento, l’accoglimento della richiesta di aggiornamento parziale, pur aggiornando la comunicazione e l’importo delle imposte dovute, non riapre i termini di versamento. Il contribuente non potrà insomma beneficiare di alcuna riduzione delle sanzioni dovute.

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