Proroga Rottamazione-quater, più chiarezza sugli stralci automatici

Giuseppe Avanzato
di Giuseppe Avanzato

È stata prorogata la scadenza dei termini di presentazione dell’istanza di rottamazione, con anche uno slittamento delle diverse date previste per il versamento. Ad annunciarlo è stato proprio il Ministero di Economia e Finanza in una circolare che risolve anche le incertezze derivanti dalla presenza di ruoli fino 1000 euro potenzialmente oggetto di stralcio automatico.

La Legge di Bilancio, infatti, all’articolo 1, commi da 231 252, aveva stabilito che per avvalersi dei benefici della Rottamazione-quater, i contribuenti dovevano necessariamente presentare domanda telematica entro il 30 aprile di quest’anno, ricevendo invece entro il 30 giugno esito e relativo piano dei versamenti dall’Agente della riscossione. La prima o unica rata, invece, aveva come termine quello del 31 luglio 2023.
Con l’annunciato rinvio, invece, il calendario si modifica prevedendo la presentazione dell’istanza al entro il 30 giugno, la comunicazione da parte dell’Agente riscossore entro il 30 settembre e il versamento della prima o unica rata entro il 31 ottobre prossimo.

La legge di bilancio 2023, nella sua formulazione attuale, come risultante dalle modifiche apportate dall’articolo 3-bis del decreto-legge 29 dicembre 2022, n. 198, convertito con modificazioni dalla L. 24 febbraio 2023, n. 14, prevede poi che siano automaticamente annullati, alla data del 30 aprile 2023, i debiti di importo residuo alla data del 1° gennaio 2023, fino a 1.000 euro, comprensivi di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni, risultanti dai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2015, dalle amministrazioni statali, dalle agenzie fiscali e dagli enti pubblici previdenziali.
La coincidenza della data di domanda di adesione e stralcio creava però confusione nei contribuenti, che ritrovavano posizioni oggetto di stralcio nel prospetto informativo rilasciato dall’Agenzia.
Lo stralcio automatico, infatti, previsto ai commi 222 e seguenti dell’articolo 1 della stessa Legge di Bilancio, contempla numerose variabili: per quanto riguarda i singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2015 dagli enti diversi dalle amministrazioni statali, dalle agenzie fiscali e dagli enti pubblici previdenziali, l’annullamento automatico di cui al comma 222 opera limitatamente alle somme dovute a titolo di interessi per ritardata iscrizione a ruolo, di sanzioni e di interessi di mora, mentre non opera con riferimento al capitale ed alle somme dovute a titolo di rimborso delle spese per procedure esecutive e di notificazione della cartella di pagamento. Per le sanzioni amministrative, invece, comprese quelle relative a violazioni del codice della strada, lo stralcio opera esclusivamente con riferimento agli interessi, mentre restano dovute le sanzioni e le somme maturate a titolo di rimborso delle spese per procedure esecutive e di notificazione.

Risultano poi particolarmente complesse anche le disposizioni applicabili ai ruoli fino a 1000 euro quando il soggetto creditore sia diverso dalle amministrazioni statali, dalle agenzie fiscali e dagli enti pubblici previdenziali. Fermo restando quanto previsto con il provvedimento in vigore dal 31 gennaio 2023, che stabilisce di non consentire lo stralcio automatico. Il Decreto Milleproroghe ha però introdotto il comma 229-bis, che stabilisce che i medesimi enti, che non avessero adottato il summenzionato provvedimento entro il 31 gennaio 2023, potessero adottarlo entro il 31 marzo 2023, ovvero, entro la medesima data, adottare un provvedimento di tenore opposto, con il quale stabilire l’integrale applicazione delle disposizioni relative allo stralcio dei debiti fino a 1.000 euro, concedendo così il beneficio dell’integrale cancellazione del debito dei contribuenti, laddove rientrante nel perimetro della norma.
Quello dello stralcio dei debiti fino a 1000 euro risulta insomma un quadro complesso, con effetti che si consolideranno e delineeranno in modo concreto solo dopo il 30 aprile prossimo.
Il rinvio al 30 giugno consentirà così ai contribuenti di poter richiedere e ottenere un nuovo prospetto informativo dopo il 30 aprile, depurato finalmente di tutti i debiti oggetto di stralcio, permettendo una valutazione più precisa e chiara dei residui ruoli rottamabili.

Tuttavia, ciò non significa che sia necessario presentare una nuova istanza di rottamazione, quando ci si sia già attivati in tale direzione. In presenza di ruoli potenzialmente stralciabili, infatti, la corretta procedura era comunque quella di includerli ugualmente in sede di istanza, nella consapevolezza che, in ogni caso, il prospetto rilasciato dall’agente della riscossione entro il 30 giugno sarebbe già stato nettizzato delle posizioni oggetto di stralcio.

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