Riapertura termini per il ravvedimento speciale

Paolo Iaccarino
di Paolo Iaccarino

L’articolo 3 – bis del DL Proroghe n. 132 del 29 settembre 2023, convertito con modificazioni in Legge n. 170/2023, riapre i termini per il perfezionamento del ravvedimento speciale di cui all’articolo 1 commi da 174 a 178 della legge di bilancio 2023 n. 197/2022. L’accesso è libero a tutti i contribuenti, alle medesime condizioni, ma con pagamento in un’unica soluzione.

Infatti, i soggetti che entro il 30 settembre scorso non hanno perfezionato la procedura di regolarizzazione relativa al ravvedimento speciale possono procedere alla regolarizzazione versando le somme dovute in un’unica soluzione entro il 20 dicembre 2023 e rimuovendo entro la stessa data le irregolarità od omissioni.

Tale particolare forma di ravvedimento operoso, applicabile ai soli tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate, prevede la possibilità di regolarizzare le violazioni sostanziali dichiarative e le violazioni sostanziali prodromiche alla presentazione della dichiarazione dei redditi, concernenti le dichiarazioni validamente presentate relative al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2021 e ai periodi d’imposta precedenti. Invece, sono escluse dalla regolarizzazione le violazioni rilevabili mediante il controllo automatico delle dichiarazioni e quelle attinenti alle irregolarità di natura formale.

Il ravvedimento speciale si perfeziona al verificarsi di una duplice condizione:

  • rimuovendo la violazione commessa, ad esempio inviando la dichiarazione integrativa oggetto di correzione,
  • versando integralmente le somme complessivamente dovute (per sanzioni, imposte e interessi) ai fini della regolarizzazione.

Con riguardo a tale ultimo aspetto, a differenza di quanto è accaduto fino al 30 settembre 2023, il ravvedimento sarà meno “speciale”. Infatti, il versamento delle somme complessivamente dovute, originariamente previsto fino ad un massimo di 8 rate di parti importo, dovrà obbligatoriamente avvenire entro il 20 dicembre 2023 in un’unica soluzione. Per il resto i meccanismi di funzionamento non variano. In particolare, la sanzione amministrativa ridotta resta fissata ad un diciottesimo del minimo edittale.

È una notizia assolutamente positiva, soprattutto considerando come all’istituto del ravvedimento operoso, tanto più in quello speciale, non possano applicarsi le disposizioni di cui all’articolo 15-ter del Decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973 in tema di lieve inadempimento. La riapertura dei termini del ravvedimento speciale ha una valenza generale ed è applicabile sia per sanare gli errori commessi nel suo perfezionamento, ad esempio relativi all’invio della dichiarazione integrativa eventualmente necessaria, che per consentirne l’accesso a quei ai contribuenti che, in prima battuta, non avevano vagliato per tempo tale possibilità di regolarizzazione.

Tuttavia, la riapertura dei termini esclude dai benefici del ravvedimento speciale i contribuenti che abbiano aderito al ravvedimento ordinario perfezionandolo dal 1° ottobre 2023 al 28 novembre 2023, ovvero nell’arco temporale non coperto dal differimento.

L’articolo 3 – bis del DL Proroghe n. 132 del 29 settembre 2023, convertito con modificazioni in Legge n. 170/2023, manca di un esplicito riferimento a tale fattispecie.

Non solo per una questione di imparzialità, ma i ritardatari, che hanno aderito al ravvedimento ordinario dal 1° ottobre 2023 al 28 novembre 2023, dovrebbero essere riammessi al ravvedimento speciale, almeno per due motivi:

  • il menzionato articolo 3-bis differisce l’intera e non si limita alla sola riapertura dei termini di adesione;
  • sono esplicitamente esclusi dal differimento in commento i soli contribuenti che abbiano nel frattempo già perfezionato il ravvedimento speciale di cui all’articolo 1, commi da 174 a 178, della Legge di bilancio 2023 n.197/2022.

Pertanto, trattandosi tecnicamente di una proroga, anche se tardiva nella sua assunzione, se ne dovrebbe dedurre che  i contribuenti che abbiano aderito al ravvedimento ordinario nel periodo rimasto scoperto possano ripetere, previa istanza di rimborso, le somme versate in eccesso a titolo di sanzioni amministrative.

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