Ricorsi notificati fino al 3 gennaio: reclamo

Giuseppe Avanzato
di Giuseppe Avanzato

L’articolo 2 del D.lgs. 30 dicembre 2023 n. 220 ha disposto l’abrogazione dell’art. 17-bis del D.lgs. 546/92, secondo cui “Per le controversie di valore non superiore a 50.000 euro, il ricorso produce anche gli effetti di un reclamo e può contenere una proposta di mediazione con rideterminazione dell’ammontare della pretesa…”.

In base a tale norma laddove il contribuente intendesse contestare un atto di valore sino a 50.000 euro era tenuto a notificare, entro il termine dei sessanta giorni dalla notifica dello stesso, un ricorso valido anche come reclamo che poteva contenere una proposta di mediazione.

La fase di reclamo-mediazione implicava che:

  • il contribuente notificasse alla controparte il ricorso nei sessanta giorni a pena di decadenza;
  • da tale notifica iniziavano a decorrere 90 giorni entro i quali le parti potevano confrontarsi per verificare se era possibile raggiungere un accordo di mediazione;
  • se le parti riuscivano a raggiungere l’accordo, sempre nei sopraccitati 90 giorni dalla notifica del ricorso, il contribuente era chiamato a pagare la somma dovuta per effetto dell’accordo raggiunto o la prima rata della medesima;
  • se non si fosse trovato l’accordo, il deposito del ricorso sarebbe dovuto avvenire entro trenta giorni decorrenti dallo scadere dei novanta giorni.

Per effetto dell’abrogazione del menzionato art.17-bis la fase di mediazione appena descritta viene eliminata; di conseguenza, il deposito del ricorso deve ora avvenire, a pena di inammissibilità, entro trenta giorni dalla notifica del ricorso.

Per espressa previsione dell’art. 2 comma 3 del D.lgs. 220/2023, l’art. 17-bis del D.lgs. 546/92 è abrogato “A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto”, ossia dal 4 gennaio.

Pertanto, l’abrogazione dell’art. 17-bis) acquista efficacia giuridica per i ricorsi notificati dal 4 gennaio.

Infatti, nel nostro ordinamento giuridico è valido il brocardo latino “Tempus regit actum”. L’adagio riassume due fondamentali principi di diritto del nostro ordinamento:

  • il principio di irretroattività delle norme, il quale statuisce che la norma giuridica non si applica a fatti o rapporti sorti prima della sua entrata in vigore
  • e quello di non ultrattività della legge in base al quale la norma giuridica non si applica ai fatti verificatisi dopo la sua estinzione.

Perciò, i ricorsi notificati dal 04 gennaio 2024 non devono più esperire la preliminare fase di mediazione tributaria. I ricorsi notificati prima del 4 gennaio 2024, al contrario, rimangono soggetti alla previgente disciplina.

La conferma di quanto appena detto è stata data dal Direttore generale del Dipartimento giustizia tributaria del Ministero dell’economia, e successivamente è stata ribadita dall’Agenzia delle entrate la quale ha puntualizzato che la novella legislativa in commento sarà operativa per gli atti notificati a decorrere dal 04/01/2024.

In ogni caso, è opportuno evidenziare che il deposito “anticipato” del ricorso non compromette l’ammissibilità del medesimo.

Infatti, il comma 2 dell’articolo 17-bis del D.lgs. n. 546 del 1992 nel testo ratione temporis vigente prevede che la presentazione del reclamo era condizione di procedibilità del ricorso. Quindi, in caso di deposito del ricorso prima del decorso del termine di novanta giorni, l’Agenzia delle entrate, in sede di rituale costituzione in giudizio, può eccepire l’improcedibilità del ricorso e il presidente, se rileva l’improcedibilità, rinvia la trattazione per consentire la mediazione.

Dunque, la presentazione dell’istanza non è condizione di ammissibilità del ricorso, ma rileva come condizione di procedibilità dello stesso. Pertanto, solo dopo il compimento dei 90 giorni dal ricevimento dell’istanza da parte dell’Ufficio decorrono i termini previsti per il compimento degli atti processuali (deposito del ricorso, delle controdeduzioni, di memorie e documenti, ecc.) e per l’adozione dei provvedimenti giudiziali, posto che, come si afferma al comma 9 dell’articolo 17-bis, a partire da tale data “il reclamo produce gli effetti del ricorso”.

Allo stesso modo, in caso di atti notificati in data antecedente al 4 gennaio 2024 contenenti proposte di mediazione è plausibile ritenere che le suddette proposte debbano necessariamente essere prese in considerazione dagli uffici in quanto tali atti rimangono soggetti alla previgente disciplina.

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